Day: January 24, 2018

Il mio viaggio a Roma

Per i miei 17 anni, io e mia madre abbiamo trascorso 17 giorni a Roma, uno per ogni anno della mia vita eppure non mi sono bastati per vedere e sperimentare tutto ciò che Roma ha da offrire.

Farò sicuramente un secondo viaggio per i miei 18 anni. La mia Roma è quel museo all’aperto che tutti decantano ed ora comprendo la sensazione della sindrome di Stendhal. No, non mi sono sentita male, tranquilli, solo una sorta di capogiro, un stordimento dovuto alla tanta bellezza e storia. L’hotel si trovava proprio a Trastevere, come era mio desiderio. Il cibo era incredibile a Roma, anche se alcuni posti erano meglio di altri, nel complesso il cibo era tra i migliori che abbia mai assaggiato. Io consiglio di farsi un giro e prenotare prima quasi sempre. Mi sono innamorata dei tramonti sul tevere seduta a mangiare una grattachecca sul marmo con la musica dei tanti artisti in strada ascoltati. La festa de Noantri raccoglie attorno a sé la vita migliore di Roma a mio avviso. Oh bene, quando sei a Roma, fai come i romani, prenota prima o ti ritroverai a mangiare sul marciapiede a mangiare tra le macchine… questo me lo ricorderò.

Due note indimenticabili di Roma: il Pantheon e la Galleria Borghese.

Non riesco ad esprimere la maestà e l’imponenza del Pantheon. La prima sensazione è fare un passo per catturare il tutto e a confronto il mondo appare piccolo. Solo ora capisco come mai l’edificio abbia avuto tanta notorietà e abbia influenzato così tanto l’architettura.

La Galleria Borghese un miracolo, io e la galleria da soli praticamente. Sono stata graziata ed era deserta! Ci ho passato un intero pomeriggio all’inizio chiedendomi cosa avesse bloccato gli altri turisti per poi lasciarmi trasportare dalla meraviglia assoluta fino a giungere a Paolina Bonaparte e questa è stata un’esperienza quasi mistica. Quel marmo vive, quel materasso è accogliente e morbido e tutto questo non si percepisce dalle foto dei libri.Il Colosseo non sono riuscita a goderlo altrettanto, devo aver sbagliato la giornata e quindi mi sono rifugiata in un locale dove mangiare medievale proprio lì vicino. Ho svoltato la giornata, per fortuna mi era stato consigliato da un amico e ho fatto l’antica romana sdraiata su triclini a godermi il pasto “antico”, mi viene da ridere pensando che per fortuna non hanno riprodotto l’usanza di “vomunt ut edant, edunt ut vomant” di vomitare per mangiare, mangiare per vomitare. Lo ho detto al turista affianco a me e ci siamo sbellicati dal ridere.

Roma tornerò presto da te!